32 Biennale d’Arte Contemporanea di Alatri

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Giovanni Albanese, che con originalità e raffinatezza si muove tra arti visive e cinema, presenta una serie di lavori recenti dominati da una volontà di paradosso e da un’irriverenza ironica. Installazioni sofisticate e di grande suggestione che giocano con grande intelligenza con i doppi sensi e la fantasia.

Iginio de Luca propone grandi immagini fotografiche e un video, che offrono al pubblico una realtà inquietante nella sua ordinarietà percettiva. Falsa e vera contemporaneamente, sospesa nel tempo eppure flagrante della quotidianità.

Emanuela Fiorelli ha scelto per questa esposizione una serie di lavori in cui il filo, inteso come segno leggero ma dinamico, crea una sorta di tessitura ambientale, che tra introflessioni ed estroflessioni materializza la tensione tra spazi interni ed esterni.

Licia Galizia offre al pubblico le sue riflessioni sullo spazio: intenseinvestigazioni-sollecitazioni che si pongono l’obiettivo di lasciare emergereletensioni che attraversano l’ambientemutevole in cui si trova ad intervenire, per renderlo infine altro da sè.

Carlo Pizzichini la sua pittura è strumento privilegiato di indagine della realtà e al tempo stesso possibilità di restituirla poi filtrata attraverso una dimensione immaginifica potente e multiforme. Accanto alle tele di grandi dimensioni presenta un’installazione in cui i segni cromatici prendono corpo in oggetti di ceramica.

Paolo Radi hacostruitola sua ricerca sul rapporto tra spazio e forma, scultura e pittura. Le opere per questa XXXII Biennale, indagano un concetto di spazio costantemente variabile e glieffetti che esso ha sulla forma, che non può essere più definita ma che inevitabilmente appare dinamica, sempre pronta a trasformarsi in altro.

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